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Alterazioni della flora batterica - Disbiosi intestinale e colite ulcerosa

Data pubblicazione: 31/05/2017 Ultimo aggiornamento: 26/06/2019
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Introduzione - Alterazioni della flora batterica - Disbiosi intestinale e colite ulcerosa

Alterazioni della flora batterica - Disbiosi intestinale e colite ulcerosa

L'equilibrio della flora batterica intestinale è indispensabile per la salute di tutto l'organismo. Quando questa subisce un'alterazione, il suo equilibrio viene meno e l'intestino può essere soggetto a disturbi ed infiammazioni, come la disbiosi intestinale e la colite ulcerosa. La disbiosi intestinale, presente nel 60-70% delle persone, è un insieme di sintomi e disturbi funzionali gastroenterici che possono evolvere, coinvolgendo organi ed apparati distanti dal colon. A differenza della disbiosi, la colite ulcerosa è un'infiammazione dell'intestino che interessa gli strati superficiali della mucosa intestinale. Origina sempre dalla zona rettale e può successivamente estendersi al colon.

La flora batterica del neonato

Il tipo di parto è un fattore molto importante per lo sviluppo della composizione della flora batterica. Dal momento che la prima fonte di microrganismi per il neonato è rappresentata dal contatto con la flora batterica vaginale materna, la modalità con cui avviene la nascita è il fattore che inizialmente condiziona la composizione microbica intestinale del bambino. Infatti, il feto alla nascita è sterile, ma già nel canale vaginale si contamina con i batteri vaginali e con l'ambiente. Se il parto è di tipo cesareo, questo processo non avviene e la composizione della microflora è diversa, meno ricca di lattobacilli, favorendo nel futuro la possibilità di disturbi come la disbiosi. Alterazioni della flora batterica - Disbiosi intestinale e colite ulcerosa 1Anche la modalità di allattamento influenza la composizione dell'ecoflora: l'allattamento materno al seno, per la presenza di alfa lattoalbumina del colostro,  stimola prevalentemente la crescita di bifido batteri e apporta un elevato numero di cellule staminali presenti nel colostro stesso, mentre l'allattamento artificiale favorisce l'instaurarsi di una flora più povera, composta da bifido batteri, bacteroidi, fuso batteri e cocchi. Inoltre, il così detto latte artificiale è composto da batteri non filogenetici con l'essere umano, esponendo il lattante a rischiose patologie da cui non ha difese, perché privo dei giusti anticorpi umani, o a disturbi come la disbiosi intestinale. La flora intestinale del neonato è composta da oltre 300/400 specie di batteri utili per il suo organismo, che agiscono sul buon funzionamento dell'intestino, sull'assimilazione dei nutrienti, sulla sintesi delle vitamine e sul rinforzo del sistema immunitario. Con la crescita e con il passare del tempo, le comunità di microrganismi, diverse da individuo a individuo, si modificano in un processo di continuo adattamento. Tutte le specie batteriche "buone e cattive"  devono essere in perfetto equilibrio tra loro. Quando l'equilibrio si modifica o deteriora, allora disbiosi intestinale e colite ulcerosa possono essere in agguato.

La disbiosi intestinale

Il processo infiammatorio che caratterizza la disbiosi intestinale, colpisce la mucosa intestinale ed è caratterizzato principalmente da sintomi gastro intestinali con durata variabile.

Sintomi della disbiosi intestinale

Alcuni sintomi della disbiosi intestinale comprendono: Eccesso di gas con gonfiore e flatulenza Ritardo del transito fecale con spasmi addominali Alterazioni della flora batterica - Disbiosi intestinale e colite ulcerosa 2Diminuito assorbimento di acqua e sali con diarrea Eccessivo assorbimento di acqua e conseguente stipsi

Cause della disbiosi intestinale

Le cause della disbiosi intestinale possono essere di differenti tipologie: Alimentari: intolleranze, diete carenti, alcool. Iatrogene: farmaci (cortisonici, antidolorifici, antinfiammatori), lassativi. Inquinanti: coloranti, conservanti, pesticidi. Patologiche: epatopatie, pancreatiti croniche, infezioni intestinali, dolori muscolo-scheletrici. Neurogene: stress prolungato. La disbiosi intestinale è causata dall'alterazione funzionale del delicato equilibrio intestinale della mucosa,  della permeabilità della parete (Leaky Gut) e della modificazione della flora batterica che viene colonizzata da agenti cattivi di tipo batterico, fungino e parassitario: l'alterazione delle pareti intestinali vengono spesso scambiate per spianamento dei villi, con conseguente interpretazione di celiachia, mentre invece potrebbe trattarsi proprio di disbiosi. Nella disbiosi intestinale avviene una graduale distruzione della flora batterica intestinale formata da miliardi di batteri buoni che vivono in simbiosi con noi (eubiosi), svolgendo mansioni fondamentali per la nostra salute (per es. producono le vitamine del gruppo B). Per una serie di motivi, questa flora buona si altera e viene sopraffatta da altri batteri più cattivi che meglio si adattano ad una condizione squilibrata dell'intestino, che può dare origine alla disbiosi intestinale. Questi batteri, per lo più anaerobi (funghi, muffe, candida, ecc.) sopravvivono e si duplicano in assenza di ossigeno, producono formazione di aria, fermentazione, putrefazione e sostanze tossiche (ammoniaca, fenolo, indolo, cadaverina, putrescina, ecc.) che sono riassorbite dai capillari provocando un avvelenamento di tutto l'organismo. Di conseguenza, nella disbiosi intestinale avviene anche una forte caduta delle difese immunitarie, poiché nell'intestino esistono dalle 100 alle 200 stazioni linfatiche (placche di Peyer), pari all'80% del nostro sistema immunitario, per cui esiste un forte aumento delle patologie gravi del colon (diverticoli, polipi, retto, colite ulcerosa, tumori, ecc.). Il drenaggio del sangue refluo dall'intestino attraverso i vasi mesenterici garantisce un immediato trasporto dell'ozono legato ai globuli rossi e, attraverso le vie portali, al fegato, con buona indicazione in patologie acute e croniche.

 La colite ulcerosa

Il quadro clinico della colite ulcerosa è molto variabile, specie nel tipo e nel grado di intensità dei sintomi.

Sintomi della colite ulcerosa

 Diarrea ricorrente con o senza sanguinamento, spesso accompagnata da algie addominali Muco rettale con stimolo frequente all'evacuazione Febbre Dimagrimento  Negli stadi iniziali della colite ulcerosa, la mucosa intestinale appare arrossata e facilmente sanguinante, mentre in quelli più gravi si possono osservare ulcere vere e proprie. Tuttavia, la colite ulcerosa differisce dal morbo di Crohn, che invece può estendersi a tutto l'intestino. Quando la colite ulcerosa raggiunge livelli critici, si può verificare perdita della funzione neuromuscolare: la colite ulcerosa e il morbo di Crohn possono degenerare e portare a displasia dell'epitelio e, nei casi più gravi, a stati tumorali. Quindi, possiamo concludere affermando che la colite ulcerosa è uno stato infiammatorio che provoca lacerazioni anche sanguinanti nelle pareti del colon. Il morbo di Crohn è un batterio che provoca infiammazione e lacerazione delle pareti dove si colloca e si annida, colonizzando il suo habitat con uno stato a ph acido. La colite ulcerosa non dipende dall'estrazione sociale o geografica dei pazienti. La colite ulcerosa è comunque molto diffusa nella fascia di età compresa tra i 20 e i 40 anni. L'eziopatogenesi della colite ulcerosa non è stata ancora pienamente accertata, anche se la razza bianca è più colpita  a causa dell'alimentazione troppo ricca di grassi e povera di scorie. Alterazioni della flora batterica - Disbiosi intestinale e colite ulcerosa 3La colite ulcerosa è caratterizzata da un'alternanza di periodi di benessere a riacutizzazioni, talora con periodi prolungati di benessere, ma, anche quando il paziente sta bene, esiste un'infiammazione sistemica cronica di basso grado (generalmente silente). Per la diagnosi della colite ulcerosa è utile la determinazione della Calprotectina nelle feci, che con valori elevati è indice di alterazione dello stato di salute. Infatti, la Calprotectina è un indice di infiammazione intestinale, denominata VES dell'intestino. Ne beneficiano patologie infiammatorie acute e croniche dell'intestino crasso, quali retto colite ulcerosa, Morbo di Crohn, diverticolosi e diverticolite, stipsi cronica e iperammoniemia da cirrosi epatica scompensata.

Un aiuto dall'ossigeno ozono terapia

E' stato dimostrato che l'ossigeno ozono terapia è ampiamente efficace nel curare i disturbi funzionali del colon e nella riabilitazione della capacità peristaltica intestinale, quindi anche nel trattare la disbiosi intestinale e la colite ulcerosa. Inoltre, l'ozonoterapia è una terapia ben tollerata da parte dei pazienti e non presenta effetti collaterali, né di breve, né di lungo periodo. L'ozono terapia  (mediante insufflazione rettale ed acqua iperozonizzata per via orale) restituisce all'intestino la sua funzionalità con tutte le prerogative per una valida difesa contro i batteri, i virus ed ogni altra intossicazione e disfunzione.   Dott. Franco Rosso Il Dott. Franco Rosso è medico chirurgo, specialista in medicina fisica, riabilitazione, ossigenozono terapia, esperto in terapia nutrizionale e osteopata, direttore sanitario del Centro Fisioterapico di Alba.        

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